#Fattibilemanonbanale 1

Iniziamo con questo una serie di brevi articoli dedicati a chiarire cosa comporta avviare una produzione di alimenti fatti in casa legale. Osserviamo, infatti, che esiste ancora molta confusione, non conoscenza di una opportunità che può creare nuovo lavoro regolare e dar luogo a un'attività d'impresa legittima nel settore alimentare. Il rischio che vediamo è che si affronti con superficialità, approssimazione, improvvisazione questa iniziativa che è fattibile, ma - appunto - non banale! Il primo articolo è dedicato alla normativa che consente l'avvio di questa produzione nell'abitazione privata.

 

 

 

 PREMESSA

Ciò che riportiamo in questo articolo è frutto dell'esperienza condotta da Cucina Nostra fin dal 2014 nell'avvio di regolari Microimprese domestiche alimentari, e dalle ricerche e approfondimenti giuridici e giurisprudenziali, igienico-sanitari e socio-economici sulle attività avviate, realizzati per la Memoria presentata alle Regioni e al Ministero della Salute come contributo alla stesura delle future Linee-guida nazionali applicative di quanto disposto dal Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III, relativamente alla produzione di alimenti in abitazione privata e loro commercializzazione.

 

DOMANDA

Nella mia Regione si può avviare una produzione legale di alimenti fatti in casa o bisogna aspettare una legge nazionale o regionale?

RISPOSTA

La normativa di riferimento per avviare una produzione legale di alimenti in abitazione privata è il Regolamento CE 852/2004, in particolare ciò che detta l'Allegato II, Capitolo III. Si dice che questo Regolamento è "disciplina prevalente" sulle norme nazionali. Questo vuol dire che non è necessario che lo Stato italiano adotti una legge di recepimento. Il Regolamento è applicabile subito e obbligatorio in tutte le sue parti. È questa la "legge" che ci ha permesso fino ad ora di avviare Microimprese domestiche su tutto il territorio nazionale, perché lo Stato e le regioni devono darne attuazione. Quello che è mancato fino ad ora è l'adozione di Linee-guida applicative per la produzione che ci interessa. Le Linee-guida sono un atto amministrativo che traduce in prassi e indicazioni concrete i requisiti igienico-sanitari previsti dalla regolamentazione europea. Può essere adottato dal Ministero della Salute o dalla Conferenza Stato-Regioni. Occorre tenere presente che gli atti applicativi degli Stati non possono introdurre "restrizioni" a quanto previsto dalla regolamentazione UE, proprio perché quest'ultima è "disciplina prevalente". In questi anni in cui abbiamo operato, abbiamo visto alcune regioni che, in assenza di Linee-guida nazionali, hanno emesso Note indirizzate alle Aziende Sanitarie Locali, in cui si introducevano "obblighi" quali avere la seconda cucina in casa per poter produrre. Questi "obblighi" sono interpretazioni restrittive della regolamentazione europea e perciò illegittimi. Infatti, Il Regolamento CE 852/2004, parla di "locali utilizzati principalmente come abitazione privata ma dove gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati".

APPROFONDIMENTO

Leggi il nostro articolo "Regolamento europeo". 

 

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