Microimpresa domestica. Finanziamenti e start-up

Molto spesso chi ci contatta ci chiede come può fare per accedere a un prestito che gli consenta di realizzare il suo progetto di Microimpresa domestica alimentare. In effetti, orientarsi tra le varie opportunità di finanziamento non è semplice. Sopratttutto per chi va a proporre un'attività produttiva di cui, mella maggior parte dei casi, le istituzioni pubbliche e private non sanno di cosa si tratti, visto che si riferisce ad una produzione e vendita regolare di alimenti preparati in casa propria. Vogliamo con questo articolo contribuire a chiarire nel nostro piccolo come ci si può muovere, qualora non si abbiano risorse economiche proprie, per intraprendere il percorso di una produzione di alimenti fatti in casa legale.

Eleonora Isopo, giovane imprenditrice nel settore della ristorazione e del tessile, per competenze ed esperienza diretta può farci da guida nell'intricato dedalo di proposte finanziarie e condizioni che gli enti creditizi propongono a chi vuole avviare una sua start-up.

In considerazione della sua giovane età ha già esperienze significative alle spalle nella gestione e amministrazione delle sue due attività, quale titolare di un ristorante e amministratore delegato dell'impresa tessile di cui è socia. Svolge anche consulenza e affiancamento nella gestione aziendale presso imprese di diversi settori sia commerciali che artigianali, in particolare attraverso il suo sito Facile dire impresa?. Ma più di tutto, in prima persona ha percorso le strade necessarie per ottenere finanziamenti per i suoi progetti imprenditoriali, e testimonia con la sua intraprendenza cosa e come è più conveniente fare per ottenere le risorse che servono per diventare microimprenditori domestici alimentari.

Ecco cosa ci dice Eleonora.

  • Accesso al credito

Le start-up, in quanto tali, soprattutto quelle giovanili e femminili, hanno una possibilità aggiunta di accesso al credito, consistente nell’attribuzione di determinate agevolazioni. Queste agevolazioni, si convertono in una serie di incentivi, che possono tornare utili nel momento in cui si abbia bisogno della spinta iniziale per avviare la vostra attività.
Tendenzialmente, i soggetti beneficiari di queste agevolazioni, devono rispettare determinati requisiti, quali:
- aver avviato la nuova attività entro i 5 anni precedenti alla richiesta di agevolazione;
- non avere all’attivo più di 5 dipendenti.

Le attività che possono formare oggetto di richiesta del finanziamento possono, ad esempio, consistere nel sostenimento economico finalizzato a nuove assunzioni o per la frequenza a corsi di formazione specifica. Possono, inoltre, essere ammessi i costi d’acquisto di beni o servizi connessi all’attività.

Per quanto riguarda la durata massima dei piani di rientro di questi finanziamenti, il termine è di 7 anni e l’ammontare complessivo del capitale richiesto non può superare €25.000.

Ovviamente, per poter accedere a questi finanziamenti si deve, innanzitutto, prendere appuntamento presso una banca di fiducia, e parlare direttamente con il direttore, al fine di verificare la formazione stessa della banca in tema di finanziamenti agevolati. Dovete sapere che molti direttori di banca non sono al corrente delle agevolazioni fiscali previste dall’Unione Europea o dalle Regioni e quindi, oltre a chiedere quanto e come siano disposti a finanziarvi ai fini dell’avvio, dovrete anche munirvi di documenti che attestino l’agevolazione specifica alla quale intendete aderire.

Io stessa, al fine di ottenere un finanziamento agevolato per l’imprenditoria femminile, nel 2014 ho ricevuto diniego da parte di un direttore per il semplice motivo che non aveva la competenza necessaria a rispondere alla richiesta di finanziamento finalizzata alla corresponsione delle agevolazioni. Il direttore non ha tenuto in considerazione la mia richiesta per il semplice fatto che, non avendo mai dovuto concedere finanziamenti di questo tipo, non credeva nell’applicazione dell’agevolazione. Mi sono quindi rivolta ad un’altra banca, molto più formata e competente riguardo ai finanziamenti per le start-up, che mi ha seguita e informata riguardo alle agevolazioni, anche in materia di interessi agevolati applicati al capitale che intendevo chiedere. In questo modo ho potuto valutare oggettivamente il progetto d’investimento e mi sono resa conto che il finanziamento a cui intendevo aderire non faceva al caso mio.

Quando vi rivolgete ad una banca pensate a questa come ad una società finanziaria vera e propria. Non pensate che siano enti supremi con i quali non si possa trattare o discutere. Sono società lucrative e, in quanto tali, svolgono attività di affari e mediazione.

Le banche valuteranno la vostra idea come un investimento, attribuendogli un valore, sul quale decideranno se vale la pena o meno di investire. Esattamente come vale per voi quando valutate l’acquisto di un prodotto, le banche cercheranno di capire se il prodotto (in questo caso la vostra idea imprenditoriale) ha possibilità di riuscita e quindi di conseguente fattibile rientro del capitale e dei suoi interessi.

Se riuscirete a convincerle che la vostra idea è valida vi concederanno il finanziamento. Non hanno interesse, infatti, a non concedere un finanziamento ad un impresa con ottime prospettive di vendita, che otterrà, sicuramente, il ritorno dell’investimento iniziale e che, quindi, garantirà in questo modo il rientro del capitale concesso.

  • “Tutti i nostri sogni possono diventare realtà, se abbiamo il coraggio di perseguirli” (WALTER ELIAS)

Prima di rivolgervi ad una banca è importante farsi un’idea di quale consorzio di garanzia potrebbe addirsi di più al caso specifico dell’attività o investimento
che si intende compiere. I CONFIDI (Consorzio di garanzia collettiva dei fidi) offrono una serie di agevolazioni specifiche sulla garanzia concessa in base alla tipologia di finanziamento al quale vorreste aderire.

Tutte queste associazioni, ad esempio l’Associazione commercianti, svolgono attività di informazione e consulenza gratuitamente. Non servirà altro che cercare le sedi più vicine a voi e chiedere di parlare con un referente del consorzio di garanzia.

Inoltre, vi offriranno anche assistenza su tutto il processo di richiesta del finanziamento, nel caso decideste di attivarlo. Infatti, offrono sia accompagnamento per tutto l’iter burocratico di cui necessita, sia le informazioni e documenti che vi servono per esporre alla banca le potenzialità specifiche dell’agevolazione ai fini che vi interessano.

Le associazioni di categoria consentono, inoltre, di accedere a prezzi vantaggiosi di gestione fiscale. Quindi, nel momento in cui aprirete effettivamente la vostra attività, inizialmente, offriranno vantaggi economici non indifferenti rispetto, ad esempio, al costo che dovreste sostenere per la contabilità presso uno studio di commercialisti.

Soprattutto per i primi 3 anni di attività, consentono di ottenere un evidente risparmio sui costi di gestione contabile ma, a lungo andare, non offrono un’assistenza specifica personale (avendo centinaia di associati e clienti non possono dedicare ad ognuno l’attenzione necessaria).

Qualora invece decideste di rivolgervi, da subito, ad un commercialista, il mio consiglio è quello di non rivolgersi ai Centri di Elaborazione Dati (CED). Queste imprese NON sono dei commercialisti, ma svolgono attività contabile di base, facendo pagare la propria attività esattamente quanto un commercialista ordinario ma senza offrire servizi, a mio giudizio, di qualità.

Tornando ai finanziamenti agevolati, le possibilità di informazione online consentono una visione complessiva degli incentivi disponibili.

A questo riguardo invito, chi fosse interessato, a visitare i siti regionali ed europei che trattano di informazione a riguardo.

Tendenzialmente ciò che è valido in una regione è valido anche in un'altra, perché la fonte di questi fondi ha natura europea.

I siti che consiglio di visitare per farvi un idea più completa di cosa e come l'Unione Europa e il nostro paese mettono a disposizione a tal fine, sono questi:

Microcredito: http://www.fondidigaranzia.it/microcredito.html
http://www.microcredito.gov.it/about-us.html (mette a disposizione una lista di banche aderenti, suddivise per regione, con la specificazione degli interventi e i massimali che si possono richiedere)
http://www.finanziamentistartup.eu
http://www.invitalia.it/site/new/home/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/autoimpiego.html
http://www.invitalia.it/site/new/home/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/nuove-imprese-a-tasso-zero.html
Intervento Smart & Start .

Concludo consigliando un video pubblicato dall’Ente nazionale per il microcredito che invito a vedere, disponibile su YouTube.

 

 

Eleonora Isopo - Imprenditrice e consulente in gestione aziendale.

www.faciledireimpresa.altervista.org

 

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