Importanti novità in Regione Piemonte

È stato emanato dalla Regione Piemonte il Piano Regionale Integrato 2018 dei controlli di Sicurezza Alimentare (PRISA). Rispetto ai precedenti provvedimenti regionali troviamo una importante e positiva novità relativa alle attività di produzione domestica di alimenti.

Come sappiamo, la produzione domestica di alimenti destinati alla commercializzazione è disciplinata dal Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III. La Regione Piemonte nel 2012 aveva emanato una specifica nota esplicativa per la definizione dei requisiti igienico-sanitari che doveva avere questo tipo di produzione. Tale nota prevedeva, tra l’altro, la disponibilità di una cucina/locale produzione fisicamente separato dalla cucina utilizzata per uso domestico. Tale richiesta compariva come una forzatura, in quanto nel Regolamento Europeo sopra citato non viene menzionata in nessun modo la necessità di locali esclusivamente dedicati alla produzione, anzi al contrario si parla esplicitamente di “locali utilizzati principalmente come abitazione privata”. Si ricorda a questo proposito che i Regolamenti europei sono disciplina prevalente sulle norme nazionali, sono obbligatori e immediatamente applicabili in tutti gli Stati dell’Unione.

Nel corso degli anni, Cucina Nostra è stata in prima linea per poter ottenere una uniformità di comportamenti ed atteggiamenti da parte delle Autorità Sanitarie a livello nazionale, chiedendo con forza ad Enti Pubblici e Istituzioni che il Regolamento Europeo venisse applicato senza restrizioni di sorta.

Nel 2017 l’approvazione della modulistica unificata per la notifica sanitaria ha consentito di fare un importante passo avanti, introducendo in forma ufficiale sui moduli da inviare per segnalare l’inizio attività, la voce “produzione domestica di alimenti (home food)” e rendendo di fatto semplice e “naturale” il fatto di poter dichiarare di svolgere un’attività di produzione di alimenti destinati alla vendita nella propria abitazione privata. Tuttavia, in Regione Piemonte si riscontravano diverse problematiche legate al fatto che, in effetti, c’era un pronunciamento regionale ufficiale che richiedeva una seconda cucina obbligatoria e, pertanto, i funzionari delle AA.SS.LL. che si attenevano alla lettera a tale pronunciamento, esprimevano parere negativo alla possibile apertura di tali attività.

Con l’aggiornamento del PRISA questo ostacolo viene completamente superato: al paragrafo che affronta la produzione di alimenti in abitazione privata leggiamo infatti quanto segue:
“qualora l’OSA non dovesse disporre di spazi, ed attrezzature dedicati, è possibile l’uso promiscuo dei locali e delle attrezzature per la preparazione in ambito domestico di alimenti destinati alla vendita o alla somministrazione (nonché per il deposito delle materie prime) fermo restando che, in fase di controllo ufficiale, i locali e le attrezzature, nonché le produzioni alimentari e le materie prime presenti, dovranno rispondere ai requisiti di igiene e sicurezza previsti dalla normativa indifferentemente dalla loro reale destinazione d’uso.”

In sostanza, viene finalmente affermato il principio secondo cui, fermo restando il rispetto dei requisiti previsti dal Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III, è possibile produrre alimenti destinati alla vendita nella propria cucina di casa. Il documento prevede addirittura la possibilità di utilizzare attrezzature in modo promiscuo, questo elimina anche un altro punto di scontro con alcuni funzionari che richiedevano, se non una cucina dedicata, la presenza di forni, lavelli, fuochi, ecc., dedicati alla produzione e quindi di fatto doppi.

Questo deciso cambio di rotta è un segno evidente di come, pur lentamente e con difficoltà, tutte le istituzioni italiane si stanno allineando correttamente a quanto previsto dalla norma europea, avallando di fatto quanto sempre sostenuto da Cucina Nostra circa la reale possibilità di costruirsi un lavoro e un reddito entro le mura della propria abitazione, avendo come unica condizione il rispetto assoluto e scrupoloso dei requisiti di sicurezza e igiene dei locali e delle preparazioni.

Una precisazione: il PRISA parla anche di somministrazione, sulla quale tuttavia non ci soffermiamo in questa sede in quanto il Regolamento CE 852/2004 in realtà non prevede questa possibilità (si parla espressamente e solo di alimenti regolarmente preparati per essere commercializzati). Relativamente alla somministrazione domestica (i cosiddetti home restaurant) è stato depositato nel 2017 in Parlamento un disegno di legge per regolamentare il settore, approvato dalla Camera ma ancora fermo all’esame del Senato.

Barbara Esposti Apiccino – Consulente igiene alimenti e HACCP per Cucina Nostra APS.

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