Quanto è sostenibile una microimpresa domestica alimentare

Il tema della sostenibilità d’impresa è delicato ed affascinante al contempo. Ci si rende immediatamente conto che al fine di realizzare il proprio sogno si devono considerare molteplici aspetti, ai quali non sempre si ritiene di essere preparati adeguatamente. Lo scopo di questo articolo è aprire uno scorcio sulla valutazione della potenziale attendibilità della propria idea imprenditoriale, che essa sia realizzabile in forma di microimpresa domestica o altra struttura.


La prima indagine da svolgere riguarda la fattibilità effettiva dell’aspirazione. Spesso non ci rendiamo conto che la nostra idea, per quanto valida possa sembrare, si riduce poi in concreto ad un’aleatoria ipotesi imprenditoriale, incapace di imporsi considerevolmente nel mondo reale.

Gli aspetti sostanziali che bisogna analizzare in primo luogo sono:

  • L’innovazione dell’idea d'impresa: quanto è innovativa e quanto effettivamente può portare, come valore aggiunto, alla collettività ed al pubblico al quale intende rivolgersi ed offrire i propri prodotti. A questo fine è essenziale analizzare il territorio e la possibilità di espansione o indirizzamento a mercati specifici o settori mirati.
  • La qualità dell’offerta: strettamente collegata al punto precedente, l’offerta commerciale deve potersi far riconoscere e differenziarsi dalle attività già presenti nel territorio. L’unico modo per strutturare un'offerta di successo è studiare in modo sufficientemente esaustivo la concorrenza e muoversi conseguentemente. Un’azienda è realmente sostenibile se è in grado di garantire una posizione commerciale competitiva con ritorni stabili nel tempo.
  • L’intenzionalità di creare valore nel lungo periodo, senza cercare di guadagnare da subito e senza costruire escamotages per guadagnare di più. L’inizio di un'attività imprenditoriale comporta sacrifici e questo concetto deve essere tenuto costantemente presente durante la fase di avvio e crescita dell’attività.
  • E’ sbagliato cercare di minimizzare i costi, soprattutto in fase di avvio, rinunciando alla qualità dei prodotti. In tal senso, il sacrificio deve consistere nel minor introito iniziale, per fidelizzare la clientela e invogliarla a continuare ad acquistare i prodotti nel tempo.
  • Analizzare ogni minima spesa che la nostra impresa necessita per essere avviata. Questo è il primo passo verso l’analisi e il monitoraggio della sostenibilità costante e generale, al quale è fondamentale attenersi. Ogni impresa presupppone costi di gestione fissi e costi di gestione variabili. I primi andranno a formare un importo costante che rappresenta la base minima dei costi da affrontare con i primi ricavi dell'attività. I secondi, ovviamente, costituiscono la base per poter produrre un reddito d’impresa. Consistono infatti nei costi di produzione degli alimenti o dei servizi che si intendono offrire. Analizzare scrupolosamente ogni voce di costo, per ogni categoria di vendita, consente di ipotizzare dei ricavi strutturalmente costituiti e sostenuti da una visione reale e fattibile delle cose.
  • La prospettiva di vendita deve essere fattibile e reale. E’ inutile porsi degli obiettivi di vendita stabilendo dei prezzi troppo alti o ipotizzando di vendere quantità smisurate di alimenti. Non riuscirete a mantenere le aspettative e, oltre che scoraggiarvi, avrete svolto un lavoro di analisi inutile e inconsistente. La prima regola da seguire è quindi, a fronte dei costi fissi, cercare di capire quale minimo di produzione richiede la vostra impresa nello specifico per potervi adempiere, e a quanto vendere i propri prodotti in funzione del costo di produzione. Ogni impresa è peculiare e ha costi unici e individuali che vanno analizzati specificamente. Nel momento in cui si decide di intraprendere un'attività è necessario e indispensabile prendersi la responsabilità anche, e soprattutto, della gestione di essa. E la gestione inizia fin dalla creazione.
  • Stilata una lista delle minime prospettive di vendita, si procede a calcolare quanto si dovrà produrre ulteriormente al fine di ottenere un guadagno minimo iniziale e quali sono le aspettative di vendita e di ricavo successive. Si intende in tal senso la definizione delle possibilità di sviluppo economico e produttivo della propria impresa. A questo fine è molto utile richiedere l’aiuto di consulenti in materia. Le analisi economiche devono essere realistiche e realizzabili al fine di essere sia elemento di monitoraggio mensile dell’attività, sia indicatore di sostenibilità generale dell’impresa. Soprattutto riguardo agli oneri previdenziali le normative cambiano costantemente e i calcoli d’imposizione delle aliquote relative non sempre risultano semplici da preventivare. L’Associazione “Cucina Nostra”, per quanto riguarda le microimprese domestiche alimentari, offre a questo riguardo diversi servizi che mirano a rendere un quadro complessivo effettivo della fattibilità attraverso lo studio della sostenibilità potenziale di una microimpresa, dall’origine dell’idea imprenditoriale alla redazione di analisi economiche dettagliate e personalizzate, valide ed accurate. L’importanza del valore di queste consulenze è commisurata alla volontà e al convincimento di realizzazione della propria idea per ogni aspirante imprenditore.
  • La sostenibilità di ogni impresa è data anche dall’analisi delle incertezze. E’ importante quindi impegnarsi e dedicarsi anche a ciò che ad un aspirante imprenditore potrebbe parere inizialmente di poco conto o impossibile da calcolare. Un esempio di questo assunto è dato, come già accennato, dal sottovalutare gli oneri previdenziali che rappresentano invece una delle principali cause di insostenibilità delle imprese. Avere dei dubbi è concesso, ma essere molto impreparati riguardo a ciò che si sta per avviare, implica sicuramente un’aspettativa di sostenibilità d’impresa inaffidabile.

 

Eleonora Isopo - Imprenditrice e consulente in gestione aziendale.

www.faciledireimpresa.altervista.org

 

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