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Cibo fatto in casa sicuro: gli intrecci che fanno la differenza

Quello che abbiamo imparato dall’incontro pubblico realizzato nell’ambito del Salone del Libro Off del 16 maggio 2015, svoltosi presso il Centro San Liborio di Torino, è che il cibo fatto in casa sicuro è la risultante di un insieme di “intrecci”, o per meglio dire di condizioni, che devono integrarsi all’interno di una precisa iniziativa imprenditoriale, anche se di “piccola portata”. E qui ci riferiamo, ovviamente, alla microimpresa domestica del settore alimentare.

Quali sono questi “intrecci” o condizioni? 

La prima condizione riguarda la produzione e vendita legale di alimenti prodotti in un’abitazione privata. Questa condizione è prevista dal Regolamento europeo CE 852/2004, Allagato II, Capitolo III, più volte da noi richiamato nei vari articoli che abbiamo pubblicato su questo sito. Bisogna definitivamente abbandonare i dubbi che questa produzione non sia possibile. Lo è, e oggi viene avallata anche dalla Risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015 del Ministero dello Sviluppo economico. Tuttavia questa è possibile all’interno del quadro delle normative igienico-sanitarie e di sicurezza, a tutela della salute dei cittadini, ma anche nell’insieme dei provvedimenti normativi di tipo amministrativo e tributario.

L’attività di produzione e vendita di alimenti fatti in casa è, a tutti gli effetti, un’attività imprenditoriale e così va trattata dal punto di vista igienico-sanitario, amministrativo e fiscale, come da tempo stiamo sostenendo, sia che si tratti di home restaurant, di cucina a domicilio, di microimpresa domestica che vende i propri prodotti alla sua clientela.

Questa condizione che, quando si realizza, ci fa dire che stiamo acquistando cibo fatto in casa sicuro, si intreccia con una seconda condizione, particolarmente importante: la cura nelle lavorazioni.

Abbiamo visto che i microimprenditori domestici associati a Cucina Nostra, recuperano e valorizzano le tradizionali lavorazioni casalinghe, attualizzandole secondo le esigenze della domanda del mercato odierno. Si tratta di lavorare gli ingredienti con la stessa cura delle precedenti generazioni, riscoprendo ricette tradizionali, che appaiono, di fatto, nuove per le giovani generazioni, ma anche per le vecchie, che oramai le hanno dimenticate, e riproporle con una veste innovativa, facendo ritrovare sapori autentici. È il caso di “Farina e Passione” che prepara sfiziossimi dolci e salati dal sapore seducente e inedito. È il caso di “Osmé”, microimpresa domestica di prossima apertura, che riscopre il “Pan tramvai” preparato con il lievito madre fatto in casa.

Vi è una terza importante condizione che ha a cuore la nutrizione attraverso il cibo. L’attenzione va posta certamente alle materie prime di cui diremo, ma anche a come combiniamo tra loro gli alimenti di qualità per far sí che il cibo sia per noi salute e non ulteriore elemento che logora il nostro benessere. L’attenzione va data a chi ha bisogno di ritrovare un equilibrio nutrizionale, ma anche a chi oggi soffre di intolleranze alimentari in generale, o di celiachia. Un cibo fatto in casa sicuro e curato può rispondere efficacemente a questi nuovi bisogni alimentari.

E veniamo, dunque, alla quarta condizione fondamentale: la cura nella scelta delle materie prime con cui preparare il cibo fatto in casa. I nostri microimprenditori guardano con particolare attenzione all’origine delle materie prime. Un’agricoltura che valorizza i processi naturali di fertilizzazione che avvengono spontaneamente in natura attraverso la micorrizzazione delle radici delle piante coltivate, rappresenta davvero un approccio innovativo all’agricoltura di qualità, in armonia con il benessere umano.

Oggi esiste una reale possibilità di avere disponibili sul mercato cibi fatti in casa che portano il valore aggiunto della cura nelle lavorazioni rispettando le normative igienico-sanitarie, amministrative, fiscali; cura nella scelta degli ingredienti e delle materie prime; attenzione ai principi nutrizionali degli alimenti.

Rendere possibile questa realtà è il compito di Cucina Nostra. Sappiamo che non è facile per i cittadini cogliere le opportunità che le nostre società complesse offrono. L’opportunità offerta dal Regolamento CE 852/2004 era rimasta sotto traccia, di fatto ignorata dalle stesse autorità sanitarie e, ancor di più, dai cittadini. Il lavoro fatto con il blog Dolciconme, prima, e oggi con Cucina Nostra hanno reso fruibile al vasto pubblico informazioni che hanno dato origine alla realizzazione di effettive opportunità di lavoro e di reddito.

Ci poniamo come Agenzia che facilita il cittadino nel cogliere le opportunità che la società offre, sostenendolo nel percorso che attraversa le norme, la burocrazia, la sfida del mercato. Lavoriamo per una sostenibile applicazione della legge, per non farne un fardello burocratico fine e se stesso, ma un’opportunità concreta per coloro che vogliono crearsi un lavoro e un reddito dignitoso.

Salone del Libro – Off. Incontro del 16 maggio 2015 realizzato da Cucina Nostra in collaborazione con Centro San Liborio e Associazione musicale ArchiVivi di Torino.

VIDEO dell' EVENTO - PRIMA PARTE.

 

 

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